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Project Cars 3: Di nuovo in gara – Recensione

27 Set 2020 | Recensioni Videogiochi, PC, PlayStation 4, Recensioni, Videogiochi, Xbox One, Xbox One X

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Project Cars è in terza marcia e corre fortissimo.

La saga di corsistici sviluppata da Slightly Mad Studios è infatti ormai al suo terzo capitolo, e poiché si tratta di una delle serie più rinomate del genere, il periodo precedente la sua uscita ha visto ammantare il titolo di un’aura di attese e speranze che il team di sviluppo è chiamato a trasformare in realtà dopo la release.

Project Cars 3 è uscito a fine agosto su Playstation 4, Xbox One e PC, e il momento di salire in macchina è arrivato: la scuderia di Serial Gamer Italia ha lustrato il bolide e gonfiato le gomme.

Project Cars 3 è un titolo corsistico, come lapalissianamente abbiamo già detto, e si era imposto nel panorama di genere come un prodotto di stampo simulativo: con la sua terza uscita però le cose sono destinate a cambiare almeno un po’ e il gameplay è la prima delle componenti che noteremo introdurre delle novità.

La prima cosa che noteremo della proposta sarà la modalità carriera, che ci permetterà di impersonare un pilota sin dagli albori della gloria, per accompagnarlo poi verso l’olimpo delle corse attraverso una serie di gare e obiettivi da completare che ci permetteranno via via di sbloccare nuovi tracciati e vetture sempre più performanti.

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A differenza dei capitoli precedenti, sia in questa modalità che nelle gare più semplici risulta evidente sin da subito come il titolo prenda un minimo di distanza ai predecessori in fatto di gameplay pad alla mano: la sensazione che trasmette infatti è di un gioco molto più “scanzonato” e quasi tirante su arie più arcade, rispetto alle scelte più vicine al simulativo a cui siamo stati abituati fino ad ora. Questo determina la creazione ipso facto di un titolo davvero divertente, e anche se carente nella sua parte più realistica, Project cars 3 si propone come un’opera in grado di richiamare il giocatore a cimentarsi in tutte le sue modalità di gioco, in una gara, poi un’altra, poi un’altra, poi un’altra…

Altra feature presente nell’apparato del gameplay è la possibilità di potenziare le vetture: ogni veicolo infatti offre un ventaglio di opzioni di potenziamento in grado di aumentarne le prestazioni senza snaturarne troppo la resa su pista. Ci saranno certo auto più potenti di altre, ma queste possibilità di migliorarne le caratteristiche sono perfette per dare un senso di progressione all’interno del titolo e maturare la soddisfazione di dare un tocco personale al nostro garage.

PC3 Serial Gamer

Parlando di comparto tecnico, Project Cars 3 verte sul motore grafico storico di Slightly Mad Studios, il Madness Engine: questo propone da una parte certo qualche imperfezione, ma dall’altra riesce comunque a offrire un’esperienza visiva di buona fattura, data da una stabilità di base ottima e nessun calo di qualità a schermo. In questa sua versione, per il terzo capitolo della saga di corsistici, il motore grafico viene presentato in una forma un po’ semplificata, con forse meno dettagli a schermo ma comunque soddisfacente: anche per questo “abbassamento dell’asticella” relativa alla qualità, Il Madness Engine corre fortissimo.

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In conclusione Project Cars 3 è una sorpresa ben accetta: forte di un apparato tecnico solido e di buona fattura, il titolo si allontana dalla sua storica caratterizzazione simulativa per intraprendere una strada in grado di proporre al giocatore un’aria più leggera e semplice, risultando in un’opera genuinamente divertente che potranno godere grandi e piccini, sia fan di vecchia data e appassionati del genere, sia neofiti che si affacciano per la prima volta su una pista.

I motori sono caldi da un pezzo, salire a bordo e dare gas è ormai quasi un dovere.

*Versione testata: PC, grazie al codice fornito dal publisher

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Project Cars 3

7.1

Gameplay

7.3/10

Grafica

7.0/10

Sonoro

6.5/10

Longevità

7.5/10

Pietro "Pido" Ferri

Deputy Editor di Serial Gamer, viaggia per i Videogames, si guarda in giro, fa foto, respira l'aria. È un po' come un turista, ma nel senso buono. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

Pietro "Pido" Ferri

Deputy Editor di Serial Gamer, viaggia per i Videogames, si guarda in giro, fa foto, respira l'aria. È un po' come un turista, ma nel senso buono. Si interessa con dedizione all'approfondimento di qualunque forma d'arte che riesca a trasmettergli emozioni

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