Disponibile in accesso anticipato per chi ha acquistato la Premium Edition proprio quando questa recensione sarà pubblicata su PC e Xbox Series X|S, South of Midnight è un action/adventure in terza persona creato da Compulsion Games, già autori di We Happy Few e Contrast. L’edizione standard sarà disponibile a partire dal prossimo 8 aprile anche su Xbox Game Pass Ultimate.
Scopriamo quindi insieme il nuovo titolo della software house canadese che fa parte degli Xbox Game Studios, ambientato a Prospero, nel profondo sud degli Stati Uniti d’America, pescando a piene mani nel folklore locale, nella recensione approfondita.
Tessere il filo della trama
In South of Midnight vestiremo i panni della giovane Hazel, un’adolescente che abita nella periferia di Prospero, una piccola cittadina situata nel profondo sud degli Stati Uniti (in Louisiana), alle prese con l’arrivo di un uragano che nel prologo dell’avventura distruggerà ed inonderà buona parte della zona. La casa della protagonista viene portata via dall’inondazione con all’interno la madre della ragazza che dopo un breve inseguimento che funge anche da pratico tutorial dei primi movimenti, salti e parti di gameplay. Da qui in avanti Hazel, scoprirà di essere una Tessitrice e di poter interagire con i fili che compongono la matassa dell’Arazzo che intreccia il presente con il passato e che questo potrebbe aiutarla a ritrovare sua madre; non mi addentrerò volutamente nello spiegare gli avvenimenti che porteranno la giovane ragazza ad interagire con amici e nemici presi dal folklore sud-statunitense tra pesci gatti ed alligatori giganti ed uno Stigma che corrompe e logora la natura delle location di gioco.
South of Midnight ha una storia che parla delle sofferenze di Hazel, i suoi parenti e alcuni cittadini della zona, del rapporto di Hazel con sua madre Lacey e suo padre (che è morto precedentemente ai fatti narrati) e anche dei problemi tipici dell’ambientazione scelta, sceneggiata in un’ottima trama con le cutscene che simulano un artistico effetto step-motion e con i giusti colpi di scena e le giuste tempistiche, tranne forse nei due capitoli finali che sembrano un po’ troppo frettolosi. L’avventura conta 14 capitoli è può essere completata in 12-15 ore, anche se per raccogliere tutti i collezionabili ed i potenziamenti occorreranno almeno altre 5-6 ore di gioco aggiuntive.

A livello di gameplay il titolo alterna sezioni esplorative e di “platforming” (prevalentemente scalate sulle sporgenze, corsa sui muri, salti su piattaforme ed utilizzo dell’ambiente circostante e dei poteri da Tessitrice) a sezioni di combattimento, in cui dovremo la maggior parte delle volte abbattere tutti i nemici e liberare un nodo dello Stigma che affligge la zona.
Hazel man mano che progredirà nell’avventura raccoglierà filamenti che potranno essere utilizzati per acquisire nuovi poteri in un classico albero con una decina di opzioni generali ed una dozzina di potenziamenti specifici delle skill precedenti; inoltre nel corso del gioco sarà possibile aumentare anche la vita massima della protagonista trovando gli appositi totem esplorando le varie zone di gioco. I poteri aiuteranno Hazel nell’esplorare posti precedentemente non raggiungibili, offrendo nuove opzioni anche nel combattimento.
I capitoli sono ambientati in aree medio-grandi che sono esplorabili in maniera abbastanza guidata con una strada principale sempre visibile (grazie alla pressione della levetta destra del controller) e percorsi secondari (anche nascosti) che guidano, con l’utilizzo dei poteri disponibili a filamenti per potenziamenti o collezionabili (principalmente pagine di diari delle persone coinvolte nei vari capitoli del gioco). Nei primi capitoli le aree sono tutte piuttosto simili, in ambienti paludosi e di periferia ma nella seconda metà, senza fare spoiler, alcuni scenari cambiano e mostrano più varietà.

Il combattimento è inizialmente abbastanza facile (ho giocato South of Midnight in modalità Tessitrice, la terza su cinque disponibili e quella consigliata dagli sviluppatori) e con poche opzioni se non picchiare con gli uncinetti (che si usano come lame con colpi normali e caricati) ma che sono incrementate con l’aumentare delle tipologie di nemici da affrontare e con lo sblocco dei nuovi poteri; non è però il fulcro dell’esperienza ed una volta imparate tutte le meccaniche dei vari nemici non esistono scontri particolarmente ostici. Le boss fight invece sono particolarmente ispirate ed offrono un grado di sfida leggermente maggiore, dividendosi in più fasi ed obbligando il giocatore ad utilizzare al meglio tutti i poteri e le parti interagibili dell’ambiente circostante. In generale il gioco bilancia abbastanza bene le diverse fasi e quindi sia l’esplorazione che i combattimenti non stancano e si fanno giocare piacevolmente.
A livello tecnico South of Midnight è molto ispirato artisticamente ed esteticamente, riuscendo a creare un’ambientazione visivamente suggestiva tra paludi, foreste ed insediamenti rurali. Le animazioni e la modellazione di personaggi e animali sono di ottima qualità ed il framerate è piuttosto stabile, anche se in alcune fasi di combattimento, durante la mia prova, mi sono imbattuto in qualche calo piuttosto visibile e qualche problema con l’inquadratura, nulla però che abbia influito drasticamente sull’esperienza.
Il comparto audio conta su un ottimo doppiaggio in lingua inglese (con una buona localizzazione di menu e sottotitoli in italiano) e su musiche e canzoni davvero calzanti ed immersive che spaziano tra folk americano, gospel, blues e che ben rappresentano il sud degli U.S.A e ben enfatizzano le varie sezioni di gioco.


In definitiva, South of Midnight è un action/adventure davvero godibile e con una trama sofisticata e ben strutturata. Le sezioni esplorative e di platforming sono semplici ma divertenti così come i combattimenti, che soffrono un po’ di mancanza di varietà soprattutto una volta esaurite le nuove tipologie di mostri ed aberrazioni, ma che risultano comunque gradevoli, nonostante una difficoltà non troppo impegnativa. Visivamente, tecnicamente ed artisticamente è davvero ispirato, ben realizzato ed originale, e rappresenta in maniera davvero straordinaria l’ambientazione del sud degli Stati Uniti, così come il comparto sonoro. Un gioco che consiglio volentieri a tutti gli appassionati degli action-adventure in terza persona, e che nonostante non presenti meccaniche di gameplay particolarmente innovative sopperisce, a mio parere, con una parte narrativa forte e convincente.
*Versione testata: Xbox Series X, grazie ad un codice in anteprima fornito da Xbox Italia in cambio di una recensione onesta.